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UNESCO ULTIMA SPERANZA – TENUE MA SERIA

UNESCO ULTIMA SPERANZA – TENUE MA SERIA

Il giornalista Enrico Tantucci riprende oggi sulla Nuova Venezia il tema del futuro di Venezia dopo il virus, esaminando ancora una volta le raccomandazioni che la commissione Unesco presenterà al parlamentino che dovrà decidere se Venezia può restare Sito Patrimonio dell’Umanità o se dever essere dichiarata “sito a rischio” a causa della cattiva gestione di governo italiano e autorità locali. La commissione ha stilato un corposo rapporto nel quale elenca ben cinquanta “raccomandazioni” da seguire per evitare quel disonore (che avrebbe importanti conseguenze anche sul piano turistico ed economico).
Personalmente non sono riuscito a mettere gli occhi su quel rapporto, malgrado le mie ricerche. Devo dire però che se esso esiste il merito va principalmente alla sezione di Venezia di Italia Nostra (del cui direttivo facevo parte anch’io) e in particolare alla sua presidente di allora, Lidia Fersuoch, che aveva iniziato tutta la procedura con una serie di lettere all’Unesco fin dal 2012 e che è sempre riuscita a far sentire la sua e nostra voce alle varie commissioni, con mesi di intenso lavoro, con relazioni dettagliate e precise, frutto di studi e ricerche di alto livello scientifico (posso dirlo ora che non sono più parte di quel direttivo). Anche altri, e non pochi, hanno contribuito, ma sicuramente il merito principale va riconosciuto a Italia Nostra.
Tantucci riassume e illustra bene le tre principali raccomandazioni del rapporto dei commissari Unesco: 1. Far ritornare i residenti; 2. Ridurre gli attuali flussi turistici; 3. Tenere le grandi navi fuori dalla laguna. Ma si parla anche dei grattacieli di Mestre, delle locazioni turistiche, dell’inquinamento e di altre minacce per Venezia fino appunto al numero insolito di cinquanta capitoli.
Il rapporto doveva essere esaminato alla Sessione Generale dei Patrimoni dell’Umanità (World Heritage Center) da tenersi in Giappone quest’anno. A causa del virus la sessione è stata rimandata e si terrà invece a Parigi nel 2021 in data non ancora precisata. A quel punto la decisione dell’Assemblea Generale non sarà solo tecnica ma anche politica (su questo contano gli attuali dirigenti di Venezia come Brugnaro e alleati).
Anche tra le file dei “buoni” circola poco ottimismo, viste le decisioni accomodanti prese nel passato da quell’assemblea. Ma questa volta i danni al sito sono gravissimi e molto evidenti e la commissione è stata oltremodo esplicita.
Intanto il Comune sta per andare alle elezioni e i sondaggi sembrano dare Brugnaro favorito addirittura con un 55 per cento (quindi senza ballottaggio). Una ragione di più perché i veneziani vincano ogni riluttanza o amarezza e vadano a votare e ci portino famigliari e conoscenti.
(Immagine: la 40.ma riunione del World Heritage Center a Istanbul, 2016).

 

 

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