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TIZIANO SCARPA: VENEZIA TRADITA

TIZIANO SCARPA: VENEZIA TRADITA

Riporto qui sotto per intero l’articolo di Tiziano Scarpa comparso questa mattina su Domani e pubblicizzato con grande rilievo da Nicola Lagioia su Prima pagina di Rai Tre, nel caso che qualcuno lo avesse cercato in edicola senza trovarlo. Scarpa ripercorre con parole accorate gli ultimi decenni della storia di Venezia, mettendo in rilievo come tutte le amministrazioni (Cacciari, Costa, Orsoni, Brugnaro) non abbiano fatto che contribuire alla trasformazione di una città vera in un parco turustico da sfruttare per profitto: “forse non nemici delle pietre e delle acque, ma nemici dei suoi residenti” (ma anche su pietre e acque, aggiungo io, ci sarebbe moltissimo da correggere). “Uscendo dalla Fenice,” conclude Scarpa, dopo lo spettacolo, in cuore provavo una grande pena, e una profonda vergogna culturale come veneziano”: ed è la stessa pena che da anni provo anch’io, e che tanti miei amici e conoscenti condividono. E riporto qui le parole che concludono l’articolo: “Rifacitori, epigoni, esattori di rendite culturali del passato: a Venezia, nel Veneto, in Italia, a questo ci siamo ridotti.”

 

 

 

 

 

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