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L’EUROPA CAFFE’ LETTERARIO DEL MONDO

L’EUROPA CAFFE’ LETTERARIO DEL MONDO

Oggi vorrei segnalarvi un bell’articolo di Mario Vargas Llosa sull’Europa. L’articolo si trova sulla rivista online Le Grand Continent ed è stato segnalato questa mattina (13 luglio) da Nicola La Gioia su Pagina 3 a Rai3. Lo segnalo perché contiene delle riflessioni insieme rivelatrici e profonde, chiarissime e coinvolgenti, su quello che la nostra Europa ha rappresentato e rappresenta sulla scena mondiale.
L’articolo è in francese. Ne traduco solo la pagina iniziale e alcune righe di quella finale, sperando che abbiate il tempo e la curiosità di soffermarvi e leggere il testo completo nella versione francese (a sua volta tradotta dallo spagnolo… mi dispiace per tutti quei passaggi, ma credo di la sostanza dell’articolo non ne soffra in alcun modo).
L’articolo è una recensione di Vargas Llosa a un libro di Gerges Steiner “The idea od Europe”, pubblicato ad Amsterdam nel 2004 (Nexus Institute). Traduco l’inizio, veramente affascinante, che metto in corsivo.
E’ possibile riassumere in una manciata d’istituzioni, idee, tradizioni e costuni che cosa è l’Europa? George Steiner pensava di sì e ha provato a offrire questo riassunto in un testo ingegnoso e provocatore pubblicato nel 2004 con il Nexus Institute ad Amsterdam: “The Idea od Europe.” Secondo lui, l’Europa è prima di tutto un caffè pieno di persone e di parole, nel quale si scrivono poesie, si cospira, si filosofeggia e si pratica la riunione civilizzata, quel caffè che da Madrid a Vienna, da San Pietroburgo a Parigi, da Berlino a Roma e da Praga a Lisbona, è inseparabile dalle grandi imprese culturali, artistiche e politiche dell’Occidente, un caffè i cui tavolini di legno e muri macchiati di fumo hanno visto nascere tutti i grandi sistemi filosofici, le esperienza formali, le rivoluzioni ideologiche ed estetiche.
E’ vero che nell’Europa anglosassone il caffè è quasi inesistente e che il pub e il bar mancano di tradizione intellettuale; sono luoghi in cui si va prima di tutto per bere e mangiare piuttosto che per discutere, leggere o riflettere. Di conseguenza questo denominatore comune europeo si assottiglia molto quando si passa dall’Europa continentale e mediterranea all’Inghilterra, all’Irlanda e ai paesi nordici. Ma in compenso il secondo segno dell’identità europea è condiviso da tutti i paesi europei senza la minima eccezione o riduzione: il paesaggio percorribile, la geografia fatta su misura per i piedi. Questo paesaggio civilizzato è tale perché qui la natura non ha mai schiacciato gli esseri umani ma si è sempre piegata ai loro bisogni e alle loro attitudini, non ha mai intralciato o paralizzato il progresso. Al posto dei deserti brucianti come il Sahara, delle foreste impenetrabili come l’Amazzonia o delle pianure fredde e sterili come l’Alaska, l’ambiente in Europa è sempre stato amico dell’uomo: gli ha facilitato la nutrizione, la comunicazione tra popoli e culture differenti, ha reso più acute la sensibilità e l’immaginazione. Gli europei si uccidevano tra loro per ragioni religiose e politiche, ma il paesaggio tendeva a riavvicinarli, non a isolarli.

L’articolo di Vargas Llosa continua elencando gli altre tre aspetti che più caratterizzano l’Europa. Poi esamina le previsioni pessimistiche di Oswald Spengler (il suo famoso “Tramonto dell’Occidente” del quale recentemente si è tornati a parlare molto), la teoria della “mortalità delle civiltà” di Paul Valery, e le “bestialità indescrivibili” delle due ultime guerre mondiali. che farebbero presagire un futuro addirittura “da brividi”. Ma si conclude con una nota di ottimismo che vorrei ancora tradurvi:
Con tutte le tare che si trascina dietro, l’Europa è, nel mondo di oggi, il solo grande progetto internazionalista e democratico che sia in corso e che, malgrado tutti i difetti che gli si possono rimproverare, continui ad avanzare. Quello che è cominciato come un mercato comune del carbone e dell’acciaio al quale partecipava un piccolo pugno di paesi è oggi una comunità di 25 nazioni che hanno iniziato a sopprimere le barriere che li separavano e che, oltre all’integrazione dei loro mercati, stanno nello stesso tempo armonizzando le loro istituzioni e stabilendo politiche comuni sotto il segno della cultura democratica. Certo, questo bel progetto ha degli avversari, ma finora essi rappresentano una minoranza incapace di frenarlo e ancora meno di mettervi fine. Il fatto che l’Unione Europea si consolidi e progredisca non è importante solo per gli europei.

Trovate l’articolo completo cliccando qui.

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