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MA VENEZIA E’ PROPRIO IN PERICOLO?

MA VENEZIA E’ PROPRIO IN PERICOLO?

Per Vittorio Sgarbi va tutto benissimo. Per lui Venezia è un insieme di pietre e di canali, di bei palazzi e di meravigliose opere d’arte. Sono queste in pericolo di distruzione, o anche solo di danneggiamento? No di certo. Anzi, da quando sono proliferati gli alberghi e le locazioni turistiche gli edifici sono stati ulteriormente risanati, gli intonaci rinnovati, molte opere d’arte restaurate. Basta guardare le foto dei tempi di Jonn Ruskin, o anche dei nostri anni Cinquanta, per rendersene conto. Di che cosa si lamenta allora l’UNESCO?
Evidentemente Sgarbi vede Venezia come una Pompei: un relitto archeologico. Più lo scavi, più lo restauri e meglio vanno le cose. Ma Venezia non è Pompei, è ancora una città viva, che ha una sua atmosfera, una sua cultura locale, un suo modo di vivere. Ecco ciò che è “in pericolo” per l’UNESCO e per tanti veneziani che ci abitano. A Venezia non si può più vivere perché la parte archeologica è così incantevole che tutto il mondo vuole vederla e venendo a guardarla le toglie la vita, quel poco di vita che è ancora rimasta.
Diverso è però il discorso sulla Laguna: quella corre rischi concreti di distruzione fisica a causa degli scavi di canali, del passaggio delle grandi navi, del moto ondoso travolgente, dell’insufficienza del Mose nei decenni futuri. Ma della Laguna forse agli storici dell’arte e sottosegretari alla Cultura non importa nulla.
(L’articolo qui sotto è preso dalla Nuova Venezia di oggi 4 agosto 2023).

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