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SI CONTINUA A “TACONAR”

SI CONTINUA A “TACONAR”

Quante nuove pezze si possono aggiungere a una camicia logora in ogni suo punto? “Taconi” le chiamavano gli anziani, e si mettevano ai gomiti, alle ginocchia, nei punti di sfregamento dove la stoffa “se frua”.
Di questi taconi la nostra laguna è piena. Barene artificiali, casse di colmata, isole intere, barriere mobili. Ma non basta mai. Adesso occorre scavare ancora: le navi porta-container pescano troppo, per non parlare di quelle da crociera. Vogliamo perdere “posti di lavoro”? Magari guardare lontano e ripensare il sistema portuale dell’Alto Adriatico? Non sia mai! Forza con i taconi! L’isola delle Tresse è alta nove metri? Portiamola a 13, accettiamo anche i fanghi tossici, poi ci penserà qualcuno. Tanto ormai si sa che la nostra è una laguna bionica, sopra un bel letto di metalli pesanti, rifiuti industriali e relitti di palancole in disfacimento (Immagine dalla Nuova Venezia di oggi 7 dicembre).

 

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