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CONTA DEI TURISTI PER GESTIRE IL PARCO VENICE

CONTA DEI TURISTI PER GESTIRE IL PARCO VENICE

I dieci milioni del governo per la “governance” del turismo stanno per dare i loro frutti. Il sindaco li ha investiti in un sistema elettronico per contare i turisti. Perché? Per ridurne il numero?
Ci mancherebbe altro. Perderebbe i voti di categorie, operatori, proprietari. Serve per
farcene stare di più.
Già da questo carnevale, annuncia trionfalmente l’assessore al Turismo, 35 telecamere e una marea di sensori telefonici diranno a un Centro di Controllo quante persone stanno entrando nel Parco Venezia e dove stanno andando. Per mandarli indietro se sono troppi?
No, per “spalmarli” meglio. Se la Strada Nuova si riempie, si potrà mandare la gente al Rio Marin, a San Giacomo dall’Orio, a Santa Maria Mater Domini, tutte zone ancora non pienissime.
Questa grande trovata è stata ieri illustrata ai Commissari dell’Unesco che devono accertare se il Comune ha preso le richieste misure atte a “mitigare la pressione turistica” (richiesta fatta dall’Unesco per evitare che Venezia sia inserita tra i siti gestiti male e perciò a rischio). Secondo il Gazzettino, l’assessore Mar ha dichiarato che i commissari sono rimasti “stupiti” di fronte alla presentazione della novità.
Lo credo bene. Saremmo rimasti stupiti anche noi di fronte all’ennesima prova che la politica veneziana considera la città come un parco da riempire di spettatori paganti.

L’articolo che segue è dal Gazzettino di oggi 10 gennaio.

 


Un veneziano all’estero: andata, soggiorno e ritorno. Compratelo qui o leggetelo qui con molte più illustrazioni. Leggete qui una recensione sul “Gazzettino” di Venezia.

 

 

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