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LE SINISTRE FANNO DI TUTTO PER FAR VINCERE BRUGNARO

LE SINISTRE FANNO DI TUTTO PER FAR VINCERE BRUGNARO

Io non ho certo né l’esperienza né la passione politica che occorrerebbero per dare consigli a persone, eccellentissime, che per la politica vivono e si sacrificano da anni. Però sono vissuto molto tempo all’estero, ho sperimentato diversi modi di gestire la cosa pubblica e ritengo di essere un buon ragionatore. Per questo, dopo molte esitazioni, esprimo un parere che mi sembra uscire direttamente da uno sguardo posato sul quadro delle realtà veneziana.
I partiti e i movimenti di sinistra si stanno ancora frammentando. Correranno ognuno con il suo simbolo e con i suoi campioni, destinati al tre, cinque, dieci per cento. Così vincerà Brugnaro e nel migliore dei casi delle persone capaci e illuminate come Mariarosa Vittadini, Giampietro Pizzo, Andrea Martini si troveranno a fare nel prossimo consiglio comunale lo stesso lavoro duro ma quasi sterile che stanno facendo oggi l’eroica Monica Sambo o il Cinque Stelle Davide Scano.
Non occorre essere dei politologi per capire che bisogna trovare un’altra strada. Bisogna stare dentro un unico partito (il Pd, per ora), presentarsi alle primarie, fare blocco unitario con chi ne uscirà vincitore e continuare a lottare all’interno per ottenere consensi per la propria visione. Non mi sembra una cosa difficile, né tanto meno impossibile. Le scissioni portano alla sconfitta della propria parte e all’impossibilità di incidere sulle cose.
Nel Comune di Venezia, o almeno nella Venezia insulare, ci sarebbe una maggioranza di sinistra abbastanza chiara. Sta solo agli esponenti delle varie sfumature mettersi insieme e non deludere i tanti che ancora credono nella possibilità di una buona gestione del territorio.
(Nell’immagine dalla Nuova Venezia dell’8 febbraio: Mariarosa Vittadini, Gianfranco Bettin, Giovanni Andrea Martini).

Un veneziano all’estero: andata, soggiorno e ritorno. Compratelo qui o leggetelo qui con molte più illustrazioni. Leggete qui una recensione sul “Gazzettino” di Venezia.

 

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