skip to Main Content
CHE BRUTTA IDEA QUESTO MOSE

CHE BRUTTA IDEA QUESTO MOSE

Con il passare del tempo si rafforza sempre più il timore che quella delle dighe mobili subacquee fosse proprio, come si intuiva a prima vista, un’idea sbagliata. Dopo oltre vent’anni di lavori e cinque miliardi e mezzo di spesa (e decine di persone condannate per corruzione, incluso un presidente di regione), le manchevolezze affiorano con sempre maggior forza e costanza. L’ultimo test parziale, due giorni or sono, ne mette in mostra un numero preoccupante. Alcune paratoie non si alzano, altre non si chiudono. Tra le criticità un articolo della Nuova Venezia elenca “valvole che non funzionano, tubi che perdono acqua, infiltrazioni nelle giunture in gomma tra cassone e cassone, corrosione di alcune parti delle cerniere, durata dei materiali.” Nel prossimo inverno le paratoie si potranno alzare (o tentare di alzare) solo con maree superiori a un metro e trenta (mentre piazza San Marco va sotto con soli settanta centimetri e la strada di casa mia, considerata alta, va sotto con un metro e ventisei). E pensare che gli olandesi vivono da decenni con larga parte del territorio sotto quota zero… forse bastava chiedere a loro, come tanti veneziani consigliavano di fare.

Il giro lungo di Checco CanalIl giro lungo di Checco Canal
Un veneziano all’estero: andata, soggiorno e ritorno.
Compratelo qui o leggetelo qui con molte più illustrazioni.
Leggete qui una recensione sul “Gazzettino” di Venezia

Condividi questa pagina
This Post Has One Comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back To Top