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IL FALSO BENESSERE DELLE CROCIERE

E’ evidente a tutti che le navi da crociera ci inquinano l’aria e l’acqua, ci riempiono le strade e le piazze di persone invadenti e curiose, sfruttano i nostri giovani con lavoretti stagionali e i paesi del terzo mondo con stipendi da fame. Ma ormai attorno a loro si è creato un intero sistema economico, buono o mediocre che sia. E adesso con la pandemia tutto si è fermato: che cosa si può fare per i posti di lavoro che sono rimasti sospesi? E’ vero che spesso si trattava di lavori poco specializzati e poco pagati, mentre i grossi guadagni sono riservati ai proprietari d’immobili e fondi di negozi e agli azionisti di Carnival Cruise e MSC. Ma i governi del mondo e le amministrazioni locali non intendono intervenire, forse perché pianificare un’economia sana e veramente redditizia implica impegno e capacità amministrativa. Così la nostra città si sviluppa, o piuttosto si degrada, anno per anno, cadendo sempre più in basso nella classifica della qualità della vita e dell’avanzamento di scienze, lettere ed arti. Adesso forse ci sarebbe un’occasione per un ripensamento radicale e intelligente dell’enorme potenziale anche economico del nostro territorio. Ma non se ne farà nulla: si sta già pensando, come risulta dall’articolo della Nuova Venezia che accludo qui sotto, a scavare un profondo canale in laguna per far meglio passare le navi giganti, anche a costo di riempire un’isola artificiale con fanghi profondamente inquinati dalle precedenti attività di chimica industriale.

Il giro lungo di Checco CanalIl giro lungo di Checco Canal
Un veneziano all’estero: andata, soggiorno e ritorno.
Compratelo qui o leggetelo qui con molte più illustrazioni.
Leggete qui una recensione sul “Gazzettino” di Venezia

 

 

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Aleramo Lanapoppi

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