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GLI AMBIENTALISTI VENEZIANI ACCETTANO LE NAVI DA CROCIERA

GLI AMBIENTALISTI VENEZIANI ACCETTANO LE NAVI DA CROCIERA

Siamo ormai diventati così ciechi di fronte a quello che ci sta sotto gli occhi, così plagiati e contaminati dall’andamento generale delle cose, che abbiamo dimenticato che cosa la nostra città potrebbe e dovrebbe essere: abitata da residenti e non da turisti, capace di sviluppare i SUOI modi di vita, le SUE abitudini e i SUOI ambienti. Non capiamo più che potrebbe difendersi dall’assalto del turismo di massa sviluppando una sua altrettanto e più florida economia.
Ormai anche gli ambientalisti più lodevoli (salvo la sola Italia Nostra) accettano le grandi navi da crociera. Disputano solo sul luogo dove ormeggiarle: no a Marghera, no alla Marittima, ma sì, certamente sì, in un porto ai margini della laguna. Magari costruendoglielo apposta, costi quel che costi. Un campione dell’ambientalismo veneziano, Stefano Boato, con due colleghi sta offrendo da due anni un progetto gratuito per alloggiare fino a 4 grandi navi contemporaneamente, trasportando le migliaia di turisti con motonavi ACTV dalla Marittima a Punta Sabbioni; un’altra ex docente IUAV, grande protettrice dell’ambiente, si sta battendo perché venga costruito un porto stabile tra Punta Sabbioni e San Nicolò. Le decine di migliaia di turisti invadenti, dimenticati; l’inquinamento atmosferico e marittimo accantonati nel nome di fantomatici, deboli, provvisori “posti di lavoro”.
A questo punti siamo ridotti, come si vede dal breve articolo del Gazzettino che riporto qui sotto. L’immagine di una Venezia autonoma, non-turistica, dedita alle economie del futuro, sta sparendo anche dalle idee dei progressisti più avanzati. La chiamano realpolitik, mentre è solo cecità mentale e soggezione alle pressioni della cultura di massa.

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Leggete qui una recensione sul “Gazzettino” di Venezia

 

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