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MA QUELLE NAVI SONO TROPPO GRANDI

MA QUELLE NAVI SONO TROPPO GRANDI

A tutti i problemi causati dalle grandi navi da crociera se ne aggiunge adesso un altro, di non piccola importanza. Gli esperti temono infatti che, una volta entrate in laguna attraverso il Canale dei Petroli per raggiungere la sede “provvisoria” di Marghera, potrebbero a causa del vento mettersi di traverso e bloccare il canale per giorni, com’è accaduto recentemente nel canale di Suez. Allora il presidente del Porto, Fulvio Lino Di Blasio, ha ordinato uno studio tecnico a una ditta danese per appurare se il pericolo è reale (sembra che lo sia con venti superiori a 15 nodi, cifra tutt’altro che eccezionale). Perciò occorrerà non solo allargare il Canale (lungo quasi 20 chilometri), non solo scavarne la profondità, non solo costruirvi degli argini stravolgendo la circolazione delle maree in laguna, ma anche provvedere a impedire l'”effetto Suez”. Il tutto al costo previsto di 157 milioni di euro dello Stato, per alloggiare le navi in attesa del nuovo porto d’altura (che ne costerà molti di più). Non si capisce quali cause giustifichino delle azioni tanto pesanti. Venezia ha già 30 milioni di turisti l’anno e non ha alcun bisogno degli altri due milioni portati dalle navi (è chiaro a tutti che sta già morendo per eccesso di turismo). I famosi “posti di lavoro” creati dalle crociere sono ben lontani dai 5.000 conclamati dalle Compagnie di crociera e sono per lo più stagionali e a tempo parziale.
Tutti i lavori da fare dovranno anche essere sottoposti a Valutazione d’Impatto Ambientale, dove verranno probabilmente respinti o modificati radicalmente, a meno di pressioni politiche che trovino il modo di aggirare i problemi. Insomma, è chiaro a tutti che la laguna di Venezia non è un posto adatto a quelle città galleggianti. Eppure la politica continua a spingere perché vengano fatte entrare a qualsiasi costo. Invece del “bene comune”, sembra che questa volta stia lavorando per gli “interessi di pochi”.

 

 

 

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