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LA RIVOLUZIONE NEI CANALI

LA RIVOLUZIONE NEI CANALI

Ogni tanto si svegliano. Lo so ben io che da venticinque anni li incalzo, li combatto, li imploro sui giornali, nelle associazioni, nelle riunioni pubbliche. Anche allora, anni 1995-2005, c’erano lunghi silenzi e poi grandi promesse, annunci di azioni miracolose. Basta onde nei canali, basta logorare le rive: ci fu un Commissario Straordinario per la Lotta al Moto Ondoso, il cantiere di Crea fu perfino pagato per costruire una barca standard per le merci, la chiamarono el bateòn, doveva avvenire la rivoluzione. Poi tutto si spense. Silvio Testa e Alberto Vitucci dai giornali tempestavano, ma non accadde nulla.
Adesso leggo sulla Nuova Venezia che il capo dei vigili annuncia una nuova rivoluzione: ci saranno controlli, pattuglie dappertutto, nuovi sistemi di misurazione della velocità, tassisti tremate, lancioni soffrite! C’è il Si.sa, c’è il Mo.ma! Saranno omologati (saranno? ma allora ancora non si comincia), telecamere sugli approdi ACTV! (Ma allora la laguna? Il Canale di Tessera? Quello di Burano? i ghebi del Montiron?). Vitucci prova a crederci di nuovo, scrive l’ennesimo articolo. C’è la foto di dimostrazione, l’ho messa qui sopra in evidenza: due vigili che traguardano qualcosa di fronte al cimitero. Ma è sempre lo stesso posto, uno degli unici qualche volta pattugliati. Si vede che le nuove telecamere non sono ancora installate. Si vede che annunciare fa sempre bene, qualcuno ci crederà.

 

 

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