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FUTURO DI VENEZIA, LE SPERANZE CI SONO

FUTURO DI VENEZIA, LE SPERANZE CI SONO

Dall’alluvione del 1966 ad oggi i Comitati Privati Internazionali per la Salvaguardia di Venezia hanno raccolto quantità impressionanti di fondi da dedicare al restauro di monumenti e opere d’arte della città. Ma si sono sempre ben guardati dall’operare nel campo dei problemi sociali (come quello dell’edilizia popolare o del moto ondoso) per una giusta riluttanza a entrare in questioni politiche, che dovevano restare discusse e decise dagli abitanti. Oggi però qualcosa sembra essere cambiato, forse a causa dello straripante eccesso di turismo, che non si può più ignorare o trascurare. Così i Comitati Privati hanno deciso di investire un po’ dei fondi da loro raccolti nella ricerca di possibili soluzioni del grande problema del futuro di Venezia, interpellando esperti di vari settori. E hanno riunito, secondo quanto riferisce la Nuova Venezia nell’articolo che riporto qui sotto, “un pool di esperti… che si occupa proprio di pianificare il possibile futuro della città” fino ad arrivare “nel giro di due anni ad elaborare una serie di progetti pilota.” Trovate i dettagli nel resto dell’articolo. Per ora mi pare che sia giusto plaudire a questa iniziativa, che forse può per una volta presentare una Venezia non vista attraverso gli interessi di gruppi economici o elettorali ma con spirito indipendente e professionale. Si parla soprattutto della possibilità di attrarre giovani e aziende, facendo della città “un centro di innovazione,” come da molti anni io stesso vado proponendo, ma senza l’autorità e la competenza che i Comitati possono arrivare a raccogliere. Sarò forse ingenuo per l’ennesima volta, ma quest’iniziativa accende in me un filo di nuova speranza.

 

 

 

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