
DONALD TRUMP INCASSA PERSONALMENTE 16 MILIONI E INTIMORISCE LA STAMPA
Il 2 luglio si è conclusa con una transazione una causa intentata da Donald Trump alla CBS News, da lui accusata di averlo danneggiato in una puntata del programma 60 Minutes. La Paramount (proprietaria di CBS) ha accettato di pagargli 16 milioni per fargli ritirare la querela. Pochi mesi prima la stessa cosa era accaduta con la ABC News: 15 milioni per ritirare una querela contro una puntata riguardante il processo per “sexual assault” a E. Jean Carroll.
Riporto qui il link al corrente numero della rivista della Columbia University Columbia Journalism Review nella quale si spiega bene il meccanismo dietro questo tipo di accordi: i giornali o le agenzie pagano (anche se certissime che vincerebbero la causa) per evitare che in futuro Trump usi tutta la forza della Presidenza per ostacolarli o danneggiarli, per esempio escludendo i loro reporter dalle conferenze stampa, o in modi anche peggiori. La rivista di Columbia riferisce che la Paramount in questi mesi è impegnata in un progetto di fusione del valore di 8 miliardi con un’altra compagnia cinematografica (la Skydance), progetto che richiede l’approvazione di un’agenzia ministeriale (la FCC, Federal Communication Commission) attualmente in mano a un fedelissimo di Trump, Brendan Carr, “un totale leccapiedi e fantoccio di Trump, come si vede dal fatto che come distintivo all’occhiello porta una spilla d’oro che rappresenta un busto del presidente”. La rivista di Columbia rivela anche che i 16 e i 15 milioni non vanno alla Presidenza, ma personalmente sul conto di Donald Trump. E aggiunge che in questo modo il presidente ha trovato la strada per intimorire ogni futuro giornale potenzialmente avverso alle sue posizioni.
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