
ROBERT REDFORD, NON DOVEVA MORIRE
Come Luciano Pavarotti, come lo scrittore Philip Roth, sono persone la cui morte sottolinea in modo troppo crudele la nostra fragilità di esseri umani. Sono l’emozione intensa, la bellezza che ti attanaglia e ti conquista, la perfezione. La loro morte è la fine di un mondo, è l’annuncio che su nulla, proprio nulla, possiamo contare su questa terra.
Riporto qui sotto il bell’articolo con cui Alberto Infelise ha raccontato il grande uomo e attore sulla Stampa di oggi. E vi invito a leggere anche il breve inserto in cui Jane Fonda ha descritto la sua reazione: “Non riesco a smettere di piangere”.

Comments (0)