
I VENEZIANI ABBIENTI VOGLIONO PIU’ SOLDI
Sono già proprietari di almeno una casa oltre a quella in cui abitano. Alcuni ne hanno altre due, tre, anche di più. Le vogliono mettere a profitto, il che significa affittarle a persone che andranno a lavorare e pagheranno a loro, i proprietari, una parte dei loro salari. Ma adesso hanno scoperto che si può guadagnare anche di più: basta lasciar perdere i residenti e affittare invece a turisti, con introiti molto più alti. E gli altri, i residenti che prima ci abitavano? Si arrangino. Vadano a Mestre, o anzi a Scorzè o a Quarto d’Altino dato che anche Mestre è diventata un grande albergo. Infermieri e medici, iunsegnanti, commessi di negozi, camerieri e artigiani, che si alzino prima e prendano i mezzi pubblici per venire a lavorare. Loro, i proprietari, hanno il diritto di sfruttare i loro beni nel modo migliore.
Ma la gente non si ribella? Le amministrazioni comunali non rappresentano anche quei grandi numeri di uomini e donne che ogni giorno arrivano alla stazione e a PIazzale Roma (più di venticinquemila persone ogni giorno) e ne ripartono dopo una giornata di lavoro? Le amministrazioni non vedono che la città è diventata un solo grande albergo e ristorante, senza più una vita propria, un’atmosfera sua?
No, a quanto pare le amministrazioni rappresentano proprio quei proprietari mai contenti. Adesso che il governo nazionale sta pensando di alzare di cinque punti la tassa sugli affitti turistici (dal 21 al 25 per cento, già un regalo rispetto al 35 che pagano i lavoratori sui loro salari) stanno alzando grida di protesta. Trovate qui sotto un articolo della Nuova Venezia che riferisce su questa incredibile, assurda situazione.


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