Skip to content

MA IL 26 PER CENTO E’ ANCORA POCO

I proprietari di più case protestano, ma hanno torto. Dopo tante discussioni il governo, spinto da un bisogno estremo di fondi, ha parzialmente mantenuto il piccolo aumento di tasse sugli affitti brevi: invece dello (scandaloso) 21 per cento che pagano ora, sarà il 26 per cento, ma non per tutti: solo per quelli che prendono le prenotazioni via airb&b o via altre agenzie (sono, a quanto sembra, la grande maggioranza). I benestanti proprietari di seconde, terze, quarte e più case protestano in coro: così si offende la libertà di impresa, si soffoca l’iniziativa privata! Eppure io dico: sulla mia pensione, dichiarata e ben visibile, io pago il 35 per cento di tasse allo Stato (forse in futuro sarà il 33 per cento se passa un’attuale proposta). Perché i benestanti pluriproprietari devono pagare solo il 26 su beni che tra l’altro si rivalutano ogni anno (mentre la mia pensione si svaluta per l’nflazione)? Forse perché sono stati fortunati a ereditare o furbi a “investire sul mattone” quello che, buon per loro, avanzava dei loro redditi dopo le spese essenziali (a noi pensionati non avanzava niente o quasi niente)? E intanto le città si spopolano e i cittadini viaggiano ore per andare e tornare dal lavoro. A questo punto il 26 è ancora poco, molto poco. Occorrono altre misure per mettere fine al nuovo fenomeno dello sfruttamento delle case in affitto. Ah, dimenticavo. Il parziale aumento dal 21 al 26 per cento non è ancora legge dello stato. La legge di bilancio deve ancora passare in parlamento, dove Forza Italia la combatterà all’ultimo sangue, confermando così la sua natura di difensore di chi sta bene e intende continuare a sfruttare chi è meno fortunato.

Condividi questa pagina

Aleramo Lanapoppi

Comments (0)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna su