
Casa Frollo alla Giudecca, gentrificata
Casa Frollo alla Giudecca, gestita, se ricordo bene, da tre anziane sorelle, era una specie di tempio della venezianità. Un salone grandissimo, ampie stanze, mobili tutti antichi, qualcosa di storico e rispettabile, di nobilmente cadente, arioso e insieme silenzioso, di dolce e malinconico. Oggi diventa un hotel a cinque stelle e sembra che aprirà tra pochi giorni, con un nome come Palladio (rubato alla storia come il Carpaccio di Cipriani), accompagnato dal moderno Airelles, con ben tre ristoranti più o meno stellati, certamente inavvicinabili dai veneziani e giudecchini. E pensare che a Casa Frollo io mandavo i miei amici di passaggio, che con spesa modica potevano godere di un’ospitalità attenta e familiare, in un contesto di antica, modesta ma nobile venezianità. Addio dunque a un altro insieme di ricordi, ma con una certezza: i nostri figli e nipoti, invecchiando a loro volta, difficilmente ricorderanno con simile malinconia il cinque stelle Palladio Airelles degli anni duemilaventi e trenta.

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