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PARADOSSALE VENEZIA

PARADOSSALE VENEZIA

Non si capisce bene quanto ci vorrà per finire il Mose. Sembra 350 milioni, più 513 di costi vecchi da pagare. E poi 100 milioni l’anno (che diventeranno di più) per la manutenzione. Ma non basta. Adesso salta fuori che sarebbe ora di riprendere i finanziamenti da Legge speciale, quelli finora sospesi a causa dei costi del Mose (e delle tangenti). Ma quanto sta costando al Paese questa città?
E’ una domanda che sento da moltissime parti. “Avete 30 milioni di turisti l’anno per una città di 50.000 abitanti, ma non potreste finanziarvi da soli?” Non so proprio che cosa rispondere. “Adesso si parla anche di ripristinare i contributi per le case dei residenti, ma scherziamo?” Non riesco a obiettare.
Se vogliamo una Disneyland, come tutto sembra indicare, allora la Disneyland dovrebbe pagare tasse, non prendere fondi nazionali. Se invece vogliamo una città vera, con abitanti e aziende, allora dobbiamo intervenire con piani per ridurre il turismo e incentivare altre forme di economia. Mi sembra che non occorra essere laureati alla Bocconi per capire una cosa così semplice.
Ma nessuno sembra capirla. La città vive di turismo, con grandi guadagni per i proprietari di immobili e agenzie e per gruppi selezionati e ristretti di privilegiati lavoratori autonomi (tassisti, gondolieri, esercenti). E’ una città ricca, salvo per chi fa le pulizie. Ma continua a succhiare risorse dal Paese. Decisamente qualcosa non va. (L’articolo che segue è sulla Nuova Venezia del 28 nov. 2019).

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