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UN PAESE MESSO MALE

UN PAESE MESSO MALE

Riporto a memoria perpetua un fatto che per ragioni che non capisco rischia di passare inosservato. Il Corriere della sera  di ieri 29 dicembre riferisce in un articoletto di una sola colonna a pagina 5 della sezione del Veneto un fatto che riguarda un magistrato della Corte dei Conti, organo al quale ci si rivolge per avere giustizia su presunte prevaricazioni e irregolarità finanziarie. Un magistrato di quella Corte, tale Vittorio Giuseppone, era stato corrotto direttamente dal Consorzio Venezia Nuova (costruttore del Mose). Avevamo un bel ricorrere alla Corte dei Conti noi cittadini preoccupati per gli sprechi del Mose! Il tribunale ha appurato che quel magistrato aveva “piegato la propria funzione all’esclusivo interesse dei privati”, e che tra il 2000 e il 2008 percepiva “una sorta di stipendio annuale tra i 300 e i 400 mila euro”, e non meno di 600 mila tra il 2005 e il 2006. Incredibile! Più incredibile ancora è il fatto che quei reati gravissimi siano rimasti impuniti, a causa della famigerata prescrizione. Ne abbiamo conoscenza e certezza giuridica solo perché non si è prescritto un aspetto specifico di quelle nefandezze, il “danno da disservizio”. Tradendo la sua carica infatti il magistrato avrebbe non meritato il suo stipendio (ma solo una metà di esso), per cui ora deve rifondere allo Stato circa la metà di quanto aveva percepito: ben 450 mila euro per tutti gli anni in questione. Corruzione incredibile, impunità inaccettabile e poi pena pecuniaria quasi ironica di fronte ai guadagni incassati. Rattrista pensare che questa sia l’Italia di oggi.

Un veneziano all’estero: andata, soggiorno e ritorno. Compratelo qui o leggetelo qui con molte più illustrazioni.

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