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LA VISIONE D’INSIEME DI PAOLO COSTA

LA VISIONE D’INSIEME DI PAOLO COSTA

Il Corriere del Veneto del 2 febbraio pubblica un intervento di Paolo Costa, ex professore di economia, ex ministro dei Lavori Pubblici,  ex Commissario europeo ai Trasporti, ex sindaco di Venezia, ex presidente del Porto di Venezia (e anche, senza successo, ex commissario per la Lotta al Moto ondoso nella Laguna di Venezia, anni 2001-2003).  Io l’ho incontrato qualche volta (sempre come avversario) in riunioni pubbliche. Mi ha sempre colpito per la sua intelligenza e capacità di affrontare questioni di complessità spaventosa. Adesso, ritirato dagli impegni pubblici, illustra in poche righe la sua visione generale della questione dei porti a Venezia e nel mondo.

Penso che per tutti sia interessante soffermarsi su questo quadro riassuntivo, che riguarda non solo i trasporti ma il tipo stesso di  sviluppo che si sta imponendo nella nostra parte del mondo (e forse anche nelle altre).

Il suo testo si legge in pochi minuti e presenta bene un quadro in movimento: le merci si muovono, il pianeta si fa più piccolo, le vie di comunicazione crescono e si sviluppano; economia, commercio e anche cultura fioriscono. In questo contesto c’è un posto anche per l’Italia, il Veneto e Venezia.

Ma è proprio qui che Costa fa, a mio avviso, un errore di prospettiva. Lui vuole difendere a tutti i costi un posto di preminenza per la nostra Laguna in un quadro globale in cui sono protagonisti mezzi di trasporto che con essa sono incompatibili: navi porta-container che pescano 20 metri, navi da crociera lunghe 330 metri, motori inquinanti, rotaie, asfalto e gru dappertutto. Il Porto di Venezia vuole avere una funzione primaria in un processo che non le compete.  Invece di mettersi in concorrenza con Ravenna, Trieste e l’Istria dovrebbe unirsi a loro e disegnare un progetto sostenibile per tutto l’alto Adriatico, un progetto capace di portare avanti il paese senza distruggerne il patrimonio di storia e di civiltà. E’ questo l’elemento che manca nella grandiosa visione che Costa propone: invoca sviluppo, guadagni, progressi ma tralascia fatti ancora più importanti come la qualità della vita, la protezione dei paesaggi, la difesa della storia e della bellezza. E’ una visione da economista, grigia e fredda, che non potrà mai entusiasmare i figli della nostra storia.

Un veneziano all’estero: andata, soggiorno e ritorno. Compratelo qui o leggetelo qui con molte più illustrazioni. Leggete qui una recensione sul “Gazzettino” di Venezia.

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This Post Has One Comment
  1. Isn’t it exactly “leaders” like Sig. Costa who, from whatever country, who have put us into the present choke-hold? They seem not capable of understanding when we scream, “I can’t breathe” like the famous victim of police brutality, deaf to a cry of death, on a New York street.

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