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ANTEPRIMA DEL NOSTRO FUTURO

ANTEPRIMA DEL NOSTRO FUTURO

Come nelle per me peggiori previsioni, il ritorno alla “normalità” si avvicina (anche se forse si tratta di un fuoco di paglia, data la situazione vaccini). Un fine settimana che ci ha dato un’idea di quello che ci aspetta appena cominceremo a liberarci dal virus.
Avrebbe potuto essere una prima prova della nuova Venezia emergente dopo aver ben appreso quanto sia importante gestire bene il turismo di massa, liberare le strade dalle invasioni, far ritornare i negozi di quartiere, restituire gli appartamentI alla residenza e soprattutto inaugurare forme di economia e produzione diverse dal turismo.
Invece, che cosa si è fatto in quella direzione?
Niente di niente.
Che cosa è previsto nel Piano di Ripresa e Resilienza per richiamare a Venezia iniziative d’impresa, per sfruttare l’immensa area abbandonata di Marghera, per creare posti di lavoro non legati al turismo?
Niente di niente.
E tutti gli articoli di giornale, i servizi televisivi che invocavano una Venezia migliore, che spingevano perché non si ritornasse mai più allo squallore di prima?
Ignorati.
Adesso abbiamo un Consiglio Comunale molto più serio e affidabile del precedente. Esso contiene persone di grande spessore culturale e di forte seguito nella popolazione della città insulare. Speriamo in loro. Speriamo che qualcuno possa almeno presentare le grandi linee di un piano per rinnovare Venezia. Sarebbe forse bocciato dalla maggioranza attuale, ma sarebbe un segnale importante e un faro a cui guardare. Altrimenti le energie disponibili si disperderanno, le proteste resteranno solo parole, la trasformazione di Venezia in parco turistico continuerà e si aggraverà.

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