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C’E’ SPERANZA PER VENEZIA?

C’E’ SPERANZA PER VENEZIA?

Si è tenuta ieri sera, nella nuova sede della sezione di Venezia di Italia Nostra, la presentazione dell’ultimo libro di Paola Somma (docente dell’Istituto di Architettura oggi in pensione), “Privati di Venezia”. Il libro appartiene a una collana dell’editore Castelvecchi chiamata “Antipatrimonio” diretta da Tomaso Montanari e Maria Pia Guermandi.
Nelle sue 160 pagine, il libro descrive in modo preciso, documentatissimo e con stile gradevole le trasformazioni di cui è stata oggetto la città negli ultimi decenni. Tanti tasselli presenti nelle nostre memorie di residenti si riuniscono assieme e si mettono in ordine, costituendo un quadro completo che dà anche un senso a ciò che è accaduto. Pagina dopo pagina si costruisce un affresco delle forze economiche e delle ideologie neoliberali che hanno portato alla Venezia di oggi, con i residenti di fatto “privati” della loro città sotto la spinta dell’impulso a produrre utili abbondanti e immediati per imprese grandi e piccole, per sedicenti mecenati e per amministratori in cerca di successo politico. Il proliferare di alberghi, il destino dell’Arsenale, il Fontego dei Tedeschi e il ponte di Rialto, le Procuratie Nuove e i Giardinetti Reali, la svendita delle isole della Laguna, le vicende di Est Capital con il Palazzo del Cinema e gli alberghi Excelsior e Des Bains, l’Ospedale al Mare e mille altri episodi concorrono a descrivere in modo preciso la privatizzazione di fatto di beni culturali dal valore incalcolabile oggi sottratti all’uso dei residenti, mentre la città agonizza sotto il peso delle masse di turisti che la soffocano ogni giorno di più.
Hanno presentato il libro, con la moderazione di Lidia Fersuoch di Italia Nostra, l’editrice Maria Pia Guermandi, il noto giornalista della Nuova Venezia Enrico Tantucci e il professor Filippo Maria Pontani di Ca’ Foscari, alla presenza dell’autrice. Ma quello che è stato sorprendente è stata la calorosa, appassionata discussione con il pubblico dopo gli interventi iniziali. Tra il pubblico, necessariamente limitato nel numero a causa delle dimensioni della sala (ma l’evento è stato trasmesso in streaming sul sito della sezione e si trova su You Tube a questo indirizzo) erano presenti (cosa ben rara alle presentazioni di libri) i capigruppo di alcuni gruppi consiliari (Marco Gasparinetti di Terra e Acqua, Giovanni Andrea Martini di Tutta la città insieme), altri consiglieri come Sara Visman dei 5 Stelle, ex assessori come Stefano Boato e Cristiano Gasparetto. Ben presto il dibattito si è focalizzato sulla possibilità, o meno, di interrompere o rovesciare la presente tendenza, e tra il pessimismo generale si sono levate anche voci di speranza (in questo senso sono intervenuto anche io che qui scrivo). Qualcuno ha fatto osservare che nella città di Venezia i residenti non hanno votato l’attuale amministrazione (sostenuta invece dai residenti della terraferma) e che forse con una separazione da Mestre il Comune di Venezia potrebbe inaugurare una politica capace di portare a una città vivibile, produttiva e rispettosa delle sua storia e della sua cultura. Una speranza forse c’è; e una lettura del libro di Paola Somma può essere un contributo importante per la comprensione dei guasti che si sono prodotti e della necessità di porvi rimedio.

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