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BRUGNARO: SUL TURISMO SOLO PAROLE VUOTE

BRUGNARO: SUL TURISMO SOLO PAROLE VUOTE

Riporto qui sotto il resoconto della Nuova Venezia sulla riunione di ierlaltro 21 marzo nella nuova sede delle Procuratie Vecchie, riunione nella quale sono state presentate le somme favolose che sarebbero destinate a Venezia nel PNRR in via di attuazione. Ma mi preme riferire parola per parola quanto ha detto il sindaco Brugnaro sul turismo a Venezia, presentandosi come colui che vuole salvare la città dalla “morte” per eccesso di turismo. In realtà non propone assolutamente niente, salvo una generica intenzione di far “prenotare” in futuro e una trasformazione delle locazioni turistiche non in residenze per abitanti ma in alloggi per studenti, alcuni dei quali dovrebbero poi (secondo “quanto accade a Boston”, forse con riferimento alla Harvard), restare a Venezia e farla ritornare una città attiva e produttiva. Eccovi qui le parole testuali, dal video della riunione trasmesso in diretta sul canale You Tube del comune di Venezia (minuti 55:00-56:20):

Raddoppiare gli studenti universitari… attirare tanti studenti europei… Credo che questa città abbia bisogno anche di zonizzare, cioè prevedere il turismo, prenotare la città (=mandare i turisti anche negli angoli finora poco visitati, nota mia), è un’idea di rispetto della città, e trasferire, magari con una legge, con un decreto, con qualcosa, l’idea dell’uso degli appartamenti privati solo per un certo tempo, come ho detto più volte, l’abbiamo messo nel nostro programma elettorale, è tutto scritto, noi siamo d’accordo su questo, è la morte della città, poter far sì che una persona che non risiede magari neanche in città possa affittare magari su una piattaforma internazionale, un appartamento senza curarsi dell’effetto che l’uso di quell’appartamento ha, per cui è normale che venga data alla comunità locale maggior incidenza, la gestione di un albo, di un’organizzazione che controlla che quella gestione sia fatta dentro a ceti canoni, che vengano approvati dal Consiglio Comunale. Venga garantita la libertà di mercato e l’uso della cosa pubblica perché trasferiamo questo reddito a un reddito più stabile, che possa essere quello degli studenti, che è un reddito molto interessante perché è stabile per due o tre anni o cinque anni e da lì come è successo a Boston poi questi ragazzi, alcuni di loro, e speriamo partendo anche da Porto Marghera, riescano a stabilizzarsi in questa città.

Dunque: nessun limite al numero dei turisti escursionisti (anzi, l’uso della “prenotazione” per fare cassa e per spalmare i visitatori dappertutto), parole vaghe sulle locazioni turistiche e al massimo la discutibile idea di trasformare Venezia in una città di studenti universitari. Dovrebbe bastare questo per fargli perdere di gran lunga le prossime elezioni.

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