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TURISMO, BRUGNARO SI TIENE ABBONDANTE

TURISMO, BRUGNARO SI TIENE ABBONDANTE

La politica finale di Brugnaro sul turismo a Venezia comincia a delinearsi. Sistemata la “Control room” che dal Tronchetto conta le persone in giro per Venezia, distinguendo residenti da turisti e pernottanti da escursionisti (attraverso i cellulari “agganciati”), adesso il sindaco espone le sue idee per il futuro. E sono, a dir poco, idee spaventose.
Il fine settimana pasquale appena terminato ha registrato ogni giorno circa 90 mila turisti pernottanti e 40.000 escursionisti (sono dati della Control room, che prendiamo per buoni anche se non c’è modo di controllarli; i residenti “agganciati” sarebbero stati invece 39.000). Il capo dei vigili ha parlato di “delirio” nei vaporetti, nelle calli e nei ponti. Ma questi sono proprio i numeri che Brugnaro propone per il futuro, numeri oltre i quali scatterebbe non proprio la chiusura ma una “tassa di sbarco” di dieci euro a persona. Dunque si può andare anche oltre il delirio.
Spaventa soprattutto quel numero di 90.000 pernottanti. Esso si riferisce evidentemente ai posti letto di tutto il Comune, inclusa Mestre e dintorni (nella Venezia insulare i posti letto sono, a quanto mi risulta, circa 59.000).
Brugnaro accetterebbe dunque 130.000 turisti al giorno prima di far scattare il “contributo”. Forse non ricorda che in uno studio di ventiquattro anni fa l’allora professore di Economia del turismo (e poi Sindaco di Venezia e poi Presidente del Porto, Paolo Costa) aveva calcolato che la “capacità di carico” di Venezia era di 20.750 turisti al giorno (circa 7 milioni all’anno contro gli oltre 30 milioni di oggi), includendo sia i pernottanti sia gli escursionisti.
Un sindaco intelligente studierebbe una strategia per ritornare, gradualmente ma decisamente, dentro a quei parametri (cosa non facile, me ne rendo conto, dato che si è lasciata via libera per troppo tempo). Allora avremmo una città viva e operosa, con una sua cultura e personalità. E forse anche più florida dal punto di vista economico, dato che l’economia turistica è notoriamente a bassissimo valore aggionto e arricchisce solo pochi proprietari già danarosi.
Con quale coraggio poi Brugnaro presenterà i suoi progetti all’Unesco come strategia per una “Venezia sostenibile” resta un mistero. Ma non ho dubbi che lo farà e che sarà ancora una volta creduto e forse anche ringraziato.
Qui sotto trovate l’articolo della Nuova Venezia che riferisce le novità e una reazione di un architetto residente uscita sullo stesso giornale di oggi 20 aprile 2022.

 

 

 

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This Post Has 2 Comments
  1. CAMBIAMO PARADIGMA A VENEZIA

    Da Città Anfibia ridotta ad alberghificio & Museo con annesse una miriade di tavole calde, econ meno bambini, prigioniera della mono economia del turismo di massa, a rinascita di una Città declinata sull’«Economia del Mare»; fulcro del progetto strategico, la transizione industriale marittima dell’Arsenale in una nuova “Officina della Mente”, quale restaurata area propulsiva economica per l’Innovazione Tecnologica e della Ricerca Green, tutta incentrata sulle molteplici discipline che interagiscono con l’acqua e in particolare con il “Mare”.

    Questa opportunità per Venezia, darebbe la stura ad una auspicabile riconversione di tutta l’area chimico-industriale in gronda lagunare, per essere riadattata in un’area bonificata e riqualificata quale “Polo Marittimo Multidisciplinare”, ovvero promuovendo la concentrazione di qualsiasi attività industriale, artigianale, commerciale e di servizi che con il “Mare” avesse a che fare, potendo usufruire anche del conosciutissimo brand Marciano, arma promozionale d’eccellenza.

    Se poi, nel contesto, si riuscisse attivare un nuovo Porto Off-shore collegato con tunnel sottomarino ad un retro-porto intermodale in area (franca) di Fusina secondo le disposizioni del nuovo Codice Doganale europeo approvato con Regolamento UE del 9 ottobre 2013, tra l’altro escludendo la navigazione in laguna e le costosissime escavazioni per il mantenimento della navigazione marittima lagunare; di fatto potremmo costituire un distretto marittimo d’eccellenza per tutto il nord-est Veneto.

    (vedi link progetto “Economia da Mar”) https://www.facebook.com/547975195370502/posts/547986768702678/

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