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La morte di un grande scrittore

Segnalo agli amici una notizia che ho raccolto sulla stampa internazionale: il 28 maggio scorso è morto nella sua casa in Georgia (USA) un grande uomo e grande scrittore, nativo del Kenya e autore di libri che hanno raccontato il colonianismo africano: Ngugi wa Thiong’o. E’ un autore le cui opere tutti dovrebbero conoscere, per la loro profondità, ricchezza di emozioni e comprensione della storia degli ultimi decenni. Traduco qui un breve passo dell’articolo che gli ha dedicato ieri il New York Times:
“Le convinzioni che si è formate nella prigionia rimaranno poi ferme per tutta la sua vita: la ricerca di una dignità africana e di una realizzazione della persona, il rifiuto dell’egemonia dell’Occidente, un appello appassionato agli africani perché raccontino le loro storie nelle loro lingue originali. Quei concetti pervadono le sue opere, come l’ammiratissimo “Petali di sangue” (1977), che descrive in modo illuminante l’era post-coloniale”. ( https://www.nytimes.com/…/books/ngugi-wa-thiongo-dead.html )-
Fino al 1970 usò il suo nome anglicizzato (James Ngugi), ma poi decise di scrivere nella lingua Gikuyu parlata dal suo popolo, traducendo poi lui stesso i suoi libri anche in inglese, e di adottare il nome di Ngugi wa Thiong’o.
Tra i suoi libri tradotti in italiano segnalo due dei romanzi più importanti: “Un chicco di grano” (Jaca Book 2020) e “Il mago dei corvi” (La nave di Teseo, 2029).
PS. Cercando oltre, mi accorgo che della sua morte ha parlato la Repubblica il 28 maggio: https://www.repubblica.it/…/ngugi_wa_thiong_o_morto…/.
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Aleramo Lanapoppi

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