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SUGLI AFFITTI BREVI A VENEZIA C’E’ SOLO CONFUSIONE

Quali sono le norme che oggi regolano gli affitti brevi a Venezia? E più precisamente: si possono usare le discusse “key box” (cassette con codici per trovare le chiavi o aprire gli appartamenti), o si deve, come sembrava fino a poche settimane fa, ricevere gli ospiti di persona? (Si ricorderà che una sentenza del Tar del Lazio aveva abolito quell’obbligo: ma la sentenza valeva solo per il Lazio o anche per il Veneto?). Inoltre: i Comuni hanno il potere legale di decidere chi può affittare ai turisti e per quanti giorni? (A Venezia quel potere c’è, grazie all'”emendamento Pellicani” della legge speciale, ma il sindaco non se ne avvale). Infine: a Venezia c’è l’obbligo di Scia per chi intende affittare per più di 120 giorni? Tutte domande alle quali deve rispondere l’ufficio legale del Comune, ma non si può chiederglielo: solo gli assessori hanno il diritto di chiedere pareri a quell’ufficio. E l’assessore Venturini l’ha chiesto? “L’Avvocatura ci sta lavorando” risponde l’Assessore alla Nuova Venezia. La verità, a quanto appare, è semplicemente che la presente amministrazione intende favorire in tutti i modi i proprietari di case a scapito dei residenti, ma non può o non vuole dirlo e gioca tranquillamente a guadagnare tempo. L’articolo della Nuova Venezia di oggi che riproduco qui sotto illustra bene la situazione.
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Aleramo Lanapoppi

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