
SULLE NAVI DA CROCIERA ANCORA MISTERI E AMBIGUITA’
Continua a regnare l’incertezza sul destino delle crociere a Venezia, ma anche sul destino di tutto il porto commerciale. Nel 2021 il Decreto Draghi aveva imposto di tenere le grandi navi (oltre 25 mila tonnellate) fuori dalla laguna. E si era deciso di costruire per loro un porto apposito in alto mare, il famoso “porto offshore”. Si sono fatti i relativi bandi, ma ci sono stati ricorsi e altri inghippi che hanno praticamente paralizzato la situazione. Intanto le compagnie di crociera si sono impossessate di opportuni ormeggi a Fusina facendo entrare decine di navi ben oltre le 25 mila tonnellate (piuttosto oltre le 100 mila), con un percorso dentro la laguna di ben 16 chilometri e con il progetto di scavare e allargare la povera laguna nei prossimi anni per ricevere altre navi e altri crocieristi. E si preparano a scavare il canale Vittorio Emanuele per far arrivare in Marittima almeno quelle inferiori a 40 mila tonnellate (il Titanic ne stazzava 46 mila).
Ma c’è una fondamentale ambiguità in tutto il discorso. Il “porto offshore” deve servire solo per le navi da crociera o anche per quelle da container, come voleva da sempre Paolo Costa, ex sindaco ed ex presidente dell’Autorità portuale? Dal testo del decreto Draghi e da tutte le discussioni seguite appare chiaro che deve servire anche per le navi commerciali.
Dunque un porto offshore enorme, e tale da cambiare molte cose nella gestione dei terminal delle merci, con conseguente proccupazione dei portuali e loro vigorose proteste. Finora il caos è stato tale che le compagnie delle navi da crociera si sono attrezzate degli ormeggi a Fusina (in gran parte a spese pubbliche) come se il porto offshore fosse una cosa di cui si parla ma che nessuno intende realizzare.
Adesso invece l’Autorità portuale sembra essersi svegliata e ha comunicato di aver finito di esaminare le tredici proposte pervenute in risposta al bando internazionale di porto offshore a suo tempo lanciato. E avrebbe anche scelto il vincitore: però non lo comunica per ora, ma comunica solo il “codice alfanumerico” che lo identifica. Noi possiamo solo sperare che l’azienda o il gruppo a cui quel codice corrisponde lo dichiari al più presto.
Però rimane un problema: parliamo solo di porto per le crociere o anche di porto commerciale per i container? Sembrerebbe che la cosa riguardasse entrambi, ma i giornali in proposito non sono molto chiari. Riporto qui sotto l’articolo del Corriere del Veneto che dà la notizia, in attesa che le nebbie si diradino e si possa vedere un po’ più chiaro e un po’ più lontano. Molto positivo appare invece l’articolo di Eugenio Pendolini sulla Nuova Venezia, che non accenna alle navi da container (salvo in un inserto a fondo pagina) e parla di un possibile “avvio dei lavori” dopo il mese di ottobre 2026.


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